IschiaDirectory, vacanze ischia, ischia    08 Settembre 2010
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IschiaDirectory » Storia dell'isola d'Ischia » Il seicento e il settecento
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Il seicento e il settecento

Dalle poche notizie che abbiamo sulle condizioni dell'isola durante il 1600, sappiamo che l'amministrazione del vicerè spagnolo, don Pedro de Toledo, si fece più dura, imponendo all'isola un'eccessiva tassazione; frequenti furono i terremoti e le invasioni dei Turchi; infine, lo scoppio della peste a Napoli nel 1656, fece molte vittime anche sull'isola. Le incursioni ottomane si conclusero solo grazie all'avvento della dominazione austriaca: Carlo VI infatti, incluse l'isola nei suoi possedimenti nel 1731. Nel 1672, sotto gli auspici del vescovo d'Ischia Gerolamo Rocca, vengono completati i Pilastri, i quali convogliavano l'acqua di Buceto ad Ischia Ponte che ne era privo. Nel 1734 le truppe borboniche entrano a Napoli. Carlo III di Borbone conquista l'isola e nomina come suo governatore Giuseppe d'Argouth, il quale diventerà poi eremita di S. Nicola sull'Epomeo nel 1734. Intanto lo spirito della rivoluzione francese aveva fatto insorgere anche i napoletani contro il re francese Ferdinando IV di Borgogna. I giacobini proclamarono la "Repubblica partenopea" (1799), che sarà soffocata nel sangue sei mesi dopo, quando fu assalita dai soldati del cardinale Ruffo, vicario generale del regno. Il Ruffo riuscì ad entrare a Napoli, offrendo ai giacobini di ritornare indenni in Francia; ma la regina Carolina d'Austria, col concorso dell'ambasciatore inglese Lady Hamilton, amica dell'ammiraglio inglese Nelson, lo indusse ad intervenire e a violare l'accordo con i giacobini. Furono così impiccati, in Piazza dei Martiri (Procida) il comandante del castello d'Ischia Francesco Buonocore con altri 13 patrioti, mentre altri venivano impiccati sulla "spiaggia dei pescatori" in Ischia.
 
     
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